La porta aperta di Chiara ed Emiliano

“La nostra è una storia di straordinaria normalità. Siamo convinti che l’accoglienza sia sempre reciproca: noi e Pateh ci siamo reciprocamente accolti”.

 

Chiara ed Emiliano sono musicisti. A Milano, dove abitano, dividono la vita tra i concerti e l’insegnamento. Un giorno, grazie ad alcuni amici del progetto “For Teens - Insieme ai ragazzi migranti”, scoprono che c’è la possibilità di accogliere in casa un giovane migrante. “Volevamo fare la nostra parte” e decidono di provarci. Così, nel luglio 2017, nella loro vita arriva Pateh e da subito tra loro si stabilisce un forte legame.

Ascoltare Chiara raccontare la loro storia è come ascoltare una musica delicata che parla di accoglienza e amore: “La nostra famiglia è fatte delle piccole abitudini di una famiglia come tante: la mattina suona la sveglia e prepariamo il caffè. Io sono spesso in giro per concerti, Emiliano compone in casa, Pateh si prepara ascoltando la sua musica nelle cuffie, come fanno tutti i ragazzi di oggi. E a volte, prima di andare al lavoro, accompagna i cuginetti a scuola”.

Una famiglia come tante ma anche una famiglia speciale, perché Pateh viene dal Gambia, Paese che ha lasciato poco più che bambino, attraverso un viaggio lungo e difficile che lo ha portato a Catania e, poi, a Milano dove ha ottenuto la protezione umanitaria e poi un permesso di lavoro. Chiara ed Emiliano accolgono la sua storia con la cura con cui si trattano le cose preziose, rispettando i tempi e i modi con cui il ragazzo sente di volerla condividere, senza mai forzare il racconto.

Per loro tre, vivere insieme si è rivelato presto naturale. Pateh è discreto ma da subito ha preso confidenza con la casa, Chiara ci tiene che la senta sua e sappia di poterci tornare ogni volta che vorrà, anche quando sarà autonomo. Come ogni ventenne, sta costruendo il suo futuro, studia italiano e si impegna nella sua formazione: grazie a Progetto Arca lavora come cuoco nella cucina dell'Abbazia di Mirasole, dove incontra ogni giorno ragazzi come lui, con storie difficili ma con la stessa determinazione a ricominciare.

“Quando Pateh ha iniziato a lavorare tornava a casa cantando, con un sorriso stupendo. E faceva sorridere anche noi”, racconta Chiara sottolineando come il lavoro sia stato fondamentale nel ridargli fiducia e stima in se stesso. “Vorrei che le persone vedessero Pateh con i miei stessi occhi” e insieme ad Emiliano commenta: “La nostra è una storia di straordinaria normalità. Siamo convinti che l’accoglienza sia sempre reciproca: noi e Pateh ci siamo reciprocamente accolti”.

Chi volesse accogliere un giovane migrante, può visitare la pagina Facebook del progetto For Teens - Insieme ai ragazzi migranti, una rete di famiglie che ha scelto di aprire la porta di casa a questi ragazzi e condividere la propria esperienza.

 

 

 

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