Francesco e Claudio, storia di un'amicizia nata in Unità di strada

“Si prende cura di me come io mi sarei preso cura di lui”. Vite diverse unite dalla stessa grande capacità di saper ridere. E da quel valore unico che è l'amicizia.

 

“Mi sei proprio simpatico, davvero. Se non lo pensassi non lo direi”. Con questa frase, pronunciata in dialetto milanese, inizia una lunga chiacchierata con Francesco e Claudio che ricordano il giorno in cui è nata la loro amicizia. In pochi attimi ci ritroviamo immersi in un bellissimo racconto: è una sera d’estate e fa molto caldo, Francesco, in arte Franz, sta vivendo la sua prima esperienza di volontariato con la nostra Unità di strada.

A Milano, sotto i portici di piazza San Carlo, incontra Claudio che vive proprio lì, in una piccola tenda. Qualche parola, una risata e alla fine un saluto che sa di arrivederci.

Dopo qualche mese Francesco, che è in scena con il suo spettacolo al Teatro Nuovo di Milano, torna in strada a cercare quel signore che non ha più incrociato ma che lo ha colpito così tanto. Claudio è ancora lì e deve sembrare a entrambi una meravigliosa coincidenza, perché appena si rivedono, le parole vengono da sole come tra amici di lunga data.
Da allora gli incontri non si contano quasi più: vedersi diventa una bella abitudine, anche solo per fare due chiacchiere, prendere un caffè o mangiare un boccone da Salvatore, la “nostra trattoria”. E poi ogni sera Claudio è ospite fisso in teatro dove, da dietro le quinte, segue tutta la tournée milanese del suo amico.

Un legame, il loro, che si rafforza ancora di più quando Claudio scopre di avere una malattia difficile con cui deve fare subito i conti.
Da un giorno all’altro la sua vita prende un corso inaspettato, Claudio lascia la strada per essere accolto nel nostro Centro medico dove inizia le cure. Il percorso è lungo e doloroso ma c’è una certezza su cui Claudio sa di poter contare: non sarà solo ad affrontare questo momento.
Chiama "casa" il Reparto di Post Acute in cui medici e infermieri lo assistono ogni giorno seguendolo nelle terapie. E fa trapelare quanto importanti e attese siano le visite del suo amico Francesco: “si prende cura di me come io mi sarei preso cura di lui”.

 

 

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