Emilio, il parrucchiere che regala tagli di capelli: aiutare dà forza anche a me

Ha tagliato i capelli a mezza Milano e collezionato 30 anni di soddisfazioni e riconoscimenti.

A 6 anni faceva la barba al nonno, a 17 si aggiudica la medaglia d’oro come giudice più giovane in una gara internazionale di parrucchieri.
La carriera di Emilio è stata un successo via l’altro. Ha lavorato nel salone di Coppola, aperto tre negozi che facevano ogni settimana il boom di prenotazioni, è stato eletto vicepresidente della Commissione Benessere della Confartigianato. Si è fatto strada persino nel mondo dello spettacolo, le sue forbici hanno tagliato e acconciato i capelli di presentatori, artisti e soubrette che chiedevano di lui nei camerini degli studi televisivi.

Seduto sul divano della sua nuova casa, Emilio snocciola nomi e situazioni divertenti che sono un tuffo nella Milano degli anni Novanta, mentre accompagna i ricordi con le innumerevoli foto che custodisce nel telefonino o incorniciate alle pareti. Lo ritraggono raggiante, abbracciato ogni volta a una celebrità diversa del momento, e con 80 chili in più di quelli che pesa ora.

Una vita da film ma la pellicola si strappa all’improvviso. Un infarto, la corsa in ospedale e un’operazione d’urgenza gli stroncano il fisico e la carriera. Chiude il negozio, si lascia con la compagna; presto i risparmi messi da parte finiscono e con quelli anche la possibilità di pagare l’affitto: arriva lo sfratto esecutivo.
Di chiedere aiuto non se ne parla, Emilio finisce a dormire in macchina, poi in dormitorio. “Ma non mi sono mai buttato giù. A 10 anni, dopo il terremoto dell’Irpinia, dormimmo in auto per sei mesi con la mia famiglia”.

Il Centro Aiuto della Stazione Centrale, a cui si rivolge, lo mette in contatto con Progetto Arca.

Emilio viene accolto in un appartamento del progetto Housing First che sarà la sua casa per quasi due anni.

Il tempo di rimettersi in sesto, ottenere la pensione d'invalidità civile, il reddito di cittadinanza e finalmente l’assegnazione della casa popolare nel quartiere Quarto Oggiaro a Milano, dove oggi vive. Paolo, educatore di Progetto Arca, è il suo punto di riferimento, per Emilio “un sostegno morale” e un amico “perché anche adesso che vivo in autonomia, se ho un problema, è a lui che chiedo consiglio”.

Manca solo il lavoro per ritrovare la serenità ed Emilio ha motivazione e intraprendenza da vendere. Nell'ultimo anno è stato addetto alle pulizie, custode di un museo, purtroppo solo borse lavoro che ancora non si sono tramutate in opportunità durature. “Ma non mi abbatto, sono ancora giovane, sono un’ottimista per natura”, sorride ma nello sguardo s'intravede un’ombra di malinconia.

E i capelli? “Li taglio ancora, però gratis, in amicizia. Diverse clienti un po’ anziane mi sono rimaste affezionate e quando hanno bisogno di una tinta vado a fargliela a casa loro”. Deve aver intravisto una certa sorpresa, perché si affretta a spiegare: “No, non mi faccio pagare, al massimo accetto qualche regalino come questa pianta di basilico qui. Nella vita conta quello che lasci alle persone e io voglio lasciare solo ricordi belli”.

 

 

 

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