Alberto Sinigallia Presidente di Fondazione Progetto Arca

“Sotto quelle coperte, c’è una persona con una storia e un pensiero”. La lettera di Natale del nostro Presidente Alberto Sinigallia su la Repubblica.

 

Caro Babbo Natale,
oggi mi metto nei panni dei bambini che tutti noi siamo stati fino a qualche anno fa, e nei panni dei bambini ancora oggi piccoli, figli di tutti i volontari e operatori di Progetto Arca, e di chi scrive e di chi legge ogni giorno questo giornale (la Repubblica ndr).

Sono ancora tante le cose che possiamo fare per tutte le persone che nella nostra Milano hanno bisogno di aiuto: penso a chi trascorrerà la sera della Vigilia ai margini di una strada senza accettare il ricovero sotto un tetto caldo, alle famiglie che faticano a confezionare il cenone per le feste, ai molti giovani provenienti da Paesi lontani che pensavano di essere protetti nel nostro Paese e a cui viene invece negata la possibilità di integrarsi.

Pace, serenità, speranza, fiducia: questi sono i doni che vorremmo fossero presenti nei cuori di tutti.

Ma forse, ripensandoci, per iniziare basterebbe anche un solo regalo, e non lo chiediamo a te, che magari hai tanto da fare in questi giorni con i bambini, ma lo chiediamo a chi sta leggendo questa lettera. Caro lettore, che tu sia uno o che siate mille o anche di più, ti chiediamo di fare una breve passeggiata oggi per le vie della città e osservare un’altra persona, non tante, basta una, una di quelle che vivono rannicchiate in un angolo della strada. Non farai purtroppo fatica a trovarla.

Osservala, per favore, cercando di andare oltre il cartone e la montagna di vestiti che avrà addosso, pensando che si tratta di un uomo o una donna che in principio era proprio come te, che poi ha avuto un percorso di vita più difficile. Soffermati un attimo su quel viso e quegli occhi apparentemente inespressivi per guardarlo davvero e scoprire che dietro c’è un essere umano con un’anima e un pensiero.

In effetti non è un regalo semplice da realizzare, caro lettore e caro Babbo Natale, me ne rendo conto perché ci vuole tanta energia e tanta fiducia verso l’altro.
Ma è un gesto che, se fatto con sincerità, può regalare a due persone - a te e alla persona che osservi - la vera gioia del Natale.

 Fonte: la Repubblica ed. Milano, 20/12/2018

 

 

 

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