Con Rifugiati, Richiedenti Asilo e Profughi. Dall'emergenza all'integrazione

 

Scappano da guerre, persecuzioni, dittature e carestie. Alla ricerca di una seconda opportunità di vita.
Sono oltre 84.500 i profughi, perlopiù siriani ed eritrei, che negli ultimi due anni (da ottobre 2013 a ottobre 2015) sono passati dalla Stazione Centrale di Milano, dopo aver attraversato il Mediterraneo. Di loro, circa 16.700 sono bambini.
L’accoglienza comincia al loro arrivo, quando scendono dai treni del sud. Un presidio mobile, formato da mediatori che parlano inglese, francese, arabo e tigrino, monitora il territorio compreso tra i Bastioni di Porta Venezia e la Stazione, per dare informazioni e beni di primo conforto a chi è appena approdato in città, prima di accompagnarlo al vicino Hub per la registrazione, oggi ospitato in via Sammartini.

Docce e servizi igienici, un ambulatorio, postazioni PC in wi-fi, un punto ristoro e un’area gioco per i più piccoli. L'accoglienza all'Hub è organizzata per dare a chi arriva la possibilità di riposarsi, consumare un pasto in tranquillità e ricevere un primo consulto medico, nell’attesa del trasferimento in una delle strutture di accoglienza della città.

Quattro, cinque giorni al massimo, è il periodo di permanenza: il tempo necessario per levarsi di dosso un po' della fatica del viaggio e orientarsi rispetto alle opportunità offerte dalla Comunità Europea in vista del proseguimento del tragitto verso il Nord Europa.

Ai cittadini stranieri che fanno invece richiesta di asilo politico o di protezione internazionale in Italia offriamo ospitalità in strutture di accoglienza convenzionate con la Prefettura di Milano e Lecco e attraverso lo SPRAR, il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, che gestiamo in collaborazione con il Comune di Milano all'interno di due strutture comunitarie e di alcuni appartamenti.

L'obiettivo è avviare ogni ospite all'autonomia lavorativa e abitativa attraverso un programma di integrazione individuale. Educatori e assistenti sociali lavorano in squadra per dare supporto sul fronte giuridico e sanitario, linguistico e professionale, a chi muove i primi passi nel nostro Paese.

Accompagniamo i nuovi arrivati alle visite mediche, li seguiamo nelle procedure burocratiche, avviamo i contatti con la Questura e gli uffici giudiziari, che dovranno verificare e concedere lo status di rifugiato.
Infine, la cosa più importante: fornire alle persone gli strumenti per affrontare la vita dopo la dimissione dai centri di accoglienza. Nell’attesa di sapere se la loro domanda di protezione sarà accolta, gli ospiti hanno la possibilità di seguire corsi di italiano e di formazione professionale e di iniziare tirocini per imparare un lavoro e rendersi autonomi.

Da luglio 2016, con Fondazione Albero della Vita diamo accoglienza a minori non accompagnati nella struttura di via Zendrini, che è il primo centro SPRAR per minori a Milano.

Qui tutte le attività sono mirate a creare percorsi individualizzati di crescita, formazione e di inserimento sociale. Il nostro obiettivo è che, al compimento della maggiore età, i ragazzi abbiano appreso una professionalità, siano avviati al lavoro e abbiano le possibilità di vivere in una casa dove costruire la loro vita di adulti.

 

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