Un pacco pieno di cibo e conforto per chi non arriva a fine mese

"Spero mi chiamino per dirmi che posso tornare a lavorare". La storia di Giovanny e Lorena, una delle tante famiglie rimaste senza lavoro che hanno chiesto aiuto per mangiare.

Giovanny e Lorena vivono in un appartamento del servizio di housing sociale di Progetto Arca per famiglie in emergenza abitativa e, da quando è scoppiata l’emergenza Covid-19, sono una delle 1.000 famiglie che ricevono aiuti alimentari dalla Fondazione.
Giovanny è in attesa del sussidio di cassa integrazione e Lorena ha un lavoro part-time come badante, i soldi sono pochi e tanta la fatica per arrivare a fine mese.

“Per fortuna ci siete voi, non so come faremmo. Ogni mese un volontario ci porta pasta, olio, zucchero e altri cibi che per noi sono fondamentali. Ma ci porta anche un sorriso e una parola di conforto, che in questo momento serve proprio”.

La vita non è stata morbida con loro, anzi, li ha messi ripetutamente alla prova. Nel 2004 un drammatico incidente porta Giovanny in coma in terapia intensiva: la lunga convalescenza lo costringe a molti mesi in ospedale. Lorena è al suo fianco, di giorno il lavoro in fabbrica e dopo ogni estenuante turno, corre da lui.
Dopo alcuni anni senza un lavoro, finalmente un po’ di sereno: Giovanny riesce a entrare in una grande concessionaria di auto dove si occupa di preparare le vetture per la consegna e, nel 2009, la nascita di Gianfranco Alexander. Una grande gioia, in parte offuscata dal fatto che il piccolo nasce con un problema di sordità, un’altra prova da affrontare.

Quando Lorena perde il lavoro, contributo importante per pagare il mutuo, lo sfratto e la messa all’asta della casa sono le immediate conseguenze. È in quel momento, grazie all’assistente sociale del Comune di Milano, che incontrano Progetto Arca ed entrano nella loro nuova casa, nella periferia a sud di Milano: una soluzione temporanea che permette loro di ricominciare a vivere con un po’ di serenità.

Prendono fiato e tornano a guardare al futuro fino all’arrivo dell’emergenza sanitaria, che li costringe ad avere bisogno del servizio di supporto alimentare della Fondazione.

La cosa che ora Giovanny desidera di più è “che mi chiamino per dirmi che posso tornare a lavorare, perché la mia famiglia ne ha bisogno”. In attesa di quella telefonata, si dedica a fare il papà, è contento di aiutare suo figlio a fare i compiti e con tutte queste lezioni online le giornate sono sempre piene.

 

 

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