Curare i poveri, a Milano un nuovo Reparto di assistenza infermieristica

20 posti letto per curare chi non può farlo. Il servizio si pone in continuità con il nostro Centro medico, che da 5 anni si prende cura dei senza dimora dimessi dagli ospedali.

 

“La mia più grande fortuna è stata ammalarmi”. Con questa battuta, Daniele fa sorridere tutti gli operatori del primo piano di via Mambretti 33 a Milano. Qui, all’interno del nostro Centro di accoglienza, da alcuni mesi gli spazi sono stati riorganizzati per dar vita a un nuovo servizio sperimenale supportato dal Comune che fornisce asssitenza medico infermieristica a chi è in difficoltà.

Daniele, rimasto senza lavoro e senza casa, è stato accolto per curare il diabete che per strada lo avrebbe ucciso: “qui ho ricominciato a dare importanza alla mia vita”.

I nuovi locali costituiscono un servizio in continuità con quello del Centro medico situato nell’ala opposta del Centro di Mambretti e attivo già da 5 anni, dove sono disponibili 20 posti per indigenti dimessi dagli ospedali della città che hanno necessità di cure importanti e assistenza continuativa nel loro periodo di convalescenza.

Ginnastica dolce per gli ospiti del Reparto

"Dopo che abbiamo aperto il Centro medico per post-acuti, ci siamo resi conto che serviva anche un ulteriore passaggio per le persone che, dimesse da lì, avevano ancora bisogno di un’assistenza medico-infermieristica. Si tratta di pazienti che anche se vivono una condizione di fragilità sanitaria di minore gravità sarebbero esposti a ricadute inevitabili e cronicità se tornassero in strada", spiega Costantina Regazzo, Direttore dei Servizi della Fondazione.

In reparto i posti offerti sono 20, aperti a uomini e donne bisognosi di cure che ad esempio hanno subìto un intervento chirurgico e necessitano di medicazioni che in strada non sarebbe possibile fare o diabetici che non saprebbero come e dove conservare l’insulina.

A gestire il reparto c’è Clelia, appassionata e pratica come tutte le infermiere, che si interfaccia con Agnese, referente del Centro medico. Insieme, organizzano tutto il lavoro dell'équipe socio-educativa che segue l'ospite nei suoi bisogni globali.

"È un servizio innovativo - commenta Clelia - che accorcia i percorsi sanitari: i nostri ospiti vengono curati in un ambiente protetto, stabilizziamo le loro condizioni di salute e così facendo si alleggerisce anche il carico dei Pronto soccorsi."

In Reparto l’accoglienza può durare fino a 12 mesi, un periodo importante che dona all'ospite la speranza di migliorare la propria qualità di vita all’interno di un progetto più ampio che ha come obiettivo l'abbandono della strada e il pieno reinserimento sociale.

 

 

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