Scuola, salute, lavoro: famiglie più vicine all'integrazione

 

Ritrovarsi senza casa dopo uno sfratto incolpevole, conseguenza della perdita del lavoro, di una malattia o della separazione da un coniuge. Una situazione di fragilità temporanea come questa può trasformarsi in disagio ed esclusione sociale permanente quando non si interviene per tempo.

Tra Milano e hinterland abbiamo avviato così un programma di housing sociale "a termine", mettendo a disposizione 65 appartamenti, la maggior parte dei quali dedicati a famiglie con bambini piccoli. Si tratta di un’accoglienza temporanea, che va da sei mesi a un anno, e che è pensata per promuovere il recupero dell’autonomia.

La famiglia viene sollevata dal peso di un mutuo o di un affitto che non riesce più a pagare, per il tempo necessario affinché possa riorganizzare la propria vita, tornare a risparmiare e ritrovare la spinta per fare progetti sul futuro.

Il nostro ruolo è quello di facilitatori: aiutiamo la famiglia ad accedere a sussidi e agevolazioni che a volte non sa di poter ottenere, attiviamo con lei un piano di risparmio e la supportiamo nella ricerca di occupazioni lavorative stabili e regolari.

Quattro gli obiettivi sui quali nei mesi di accoglienza si lavora con le famiglie: indipendenza economica, ambiente e relazioni, rapporto con i minori ed educazione all’uso dei soldi e dei risparmi.

Non solo un salvagente per l'emergenza abitativa, ma un punto di attivazione che mette al primo posto il reinserimento sociale e lavorativo.

 

 
 

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