Lavoro, scuola, salute: famiglie più vicine all'integrazione

 

Ritrovarsi senza casa dopo uno sfratto incolpevole, conseguenza della perdita del lavoro, di una malattia o della separazione da un coniuge. Una situazione di fragilità temporanea come questa può trasformarsi in disagio ed esclusione sociale permanente quando non si interviene per tempo.

Nei 53 appartamenti di cui disponiamo fra Milano e hinterland abbiamo avviato sperimentazioni di cohousing per singoli e famiglie e progetti di residenzialità sociale temporanea per l'accoglienza di nuclei famigliari che vivono difficoltà di carattere abitativo.
Si tratta di un’accoglienza limitata nel tempo e pensata per promuovere il recupero dell’autonomia individuale e la coesione familiare.

La famiglia viene sollevata dal peso di un mutuo o di un affitto che non riesce più a pagare, per il tempo necessario affinché possa riorganizzare la propria vita, tornare a risparmiare e ritrovare la spinta per fare progetti sul futuro.

Il nostro ruolo è quello di facilitatori: aiutiamo la famiglia ad accedere a sussidi e agevolazioni che a volte non sa di poter ottenere, avviamo con lei un piano di risparmio e la supportiamo nella ricerca di occupazioni lavorative stabili e regolari, riattivando competenze e fiducia nelle capacità individuali.

Quattro gli obiettivi definiti nel patto di ospitalità sui quali si lavora con le famiglie: indipendenza economica, ambiente e relazioni, rapporto con i minori ed educazione all’uso dei soldi e dei risparmi.

Non solo un salvagente per l'emergenza abitativa, ma un punto di attivazione che mette al primo posto il reinserimento sociale e lavorativo.

 

 
 

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