Case senza abitanti, abitanti senza casa. E un mercato privato sempre più inavvicinabile. Nel 2025 abbiamo ricevuto oltre 3.200 richieste di aiuto di cui 1.700 per problemi abitativi. “Rispetto a cinque anni fa, è cambiata la domanda”, afferma Alessio Inzaghi, responsabile dei nostri servizi di Housing sociale.
“Non si rivolgono più a noi solo persone in povertà estrema, ma sempre più spesso nuclei monoparentali, soprattutto madri sole con bambini, e famiglie monoreddito. Oggi basta che su due stipendi uno venga meno per scivolare rapidamente in una condizione di forte precarietà”.

Che impatto ha questa situazione sui percorsi di Housing sociale?
L’autonomia abitativa è l’obiettivo dei nostri servizi, ma raggiungerla è diventato più complesso a causa di affitti troppo alti, salari fermi e requisiti sempre più selettivi dei locatori. Per alcune famiglie, acquistare casa con un mutuo può essere più accessibile che affittarla. Diversi ospiti, infatti, sono diventati proprietari, anche grazie alla nostra intermediazione con gli istituti di credito.
Quali risposte sta costruendo Progetto Arca?
Negli anni abbiamo ampliato in modo significativo la nostra offerta abitativa, recuperando a nostre spese alloggi sfitti del patrimonio pubblico e reperendo sul libero mercato immobili che riqualifichiamo per renderli nuovamente abitabili. Rimettere in circolo una casa significa offrire una possibilità a decine di persone. Con un buon percorso di accompagnamento socioeducativo, l’accoglienza si rinnova ogni 18-24 mesi, permettendo a nuove famiglie di accedere a un alloggio e ricostruire il proprio progetto di vita.
Questo è quello che facciamo, e per il futuro?
Nessuna realtà è in grado da sola di affrontare problematiche così complesse. Con il progetto Casa&Oltre, finanziato da Citi Foundation, noi e altre quattro organizzazioni non profit impegnate sul fronte della povertà abitativa abbiamo messo in comune 42 appartamenti, formando un’équipe multidisciplinare con le migliori competenze di ogni ente partner per costruire percorsi solidi di autonomia.
Il futuro passa da reti collaborative come questa, perché la casa non è solo un bene economico, è una questione di comunità.