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Il Centro diurno Casa Arca “Il Viandante” a Varese è stato intitolato a Driss Moussafir, cittadino marocchino senza dimora vittima della strage mafiosa di via Palestro, a Milano, il 27 luglio 1993.

Quella notte Driss dormiva su una panchina nei pressi del Padiglione d’Arte Contemporanea quando l’esplosione dell’autobomba mafiosa lo uccise insieme a tre vigili del fuoco e a un agente della Polizia Locale. La sua è una delle tante vite innocenti travolte dalla violenza mafiosa.

Oggi il nome di Driss Moussafir accompagna un luogo che, nel segno dell’accoglienza e dei diritti, si prende cura delle persone che vivono in condizioni di grave marginalità.

Casa Arca “Il Viandante” è un bene confiscato alla criminalità organizzata, assegnato per 30 anni a Progetto Arca e trasformato in un Centro diurno polifunzionale per persone senza dimora. Qui vengono offerti servizi che spaziano dalla cura della persona all’assistenza medica e legale, fino all’orientamento e all’accompagnamento verso il lavoro.
Il Centro di via Tonale è gestito da Progetto Arca insieme a una rete di realtà del territorio: Associazioni Camminiamo Insieme ODV, Avvocato di Strada, Sanità di Frontiera, Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie e Remar Italia.

L’intitolazione del Centro a Driss Moussafir assume un significato profondo: lega la memoria di una persona che viveva senza una casa a un luogo che offre ascolto, accoglienza e diritti proprio a chi attraversa un presente di precarietà.

La cerimonia si è tenuta il 12 ottobre alla presenza di don Luigi Ciotti, presidente di Libera.

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