Vai al contenuto

Ambulatorio, docce, area ristoro e banco per la registrazione, uno spazio gioco per i bimbi e postazioni PC per contattare i parenti lontani. Si trasferiscono nel nuovo Hub di via Sammartini 120 a Milano tutti i servizi della sede di via Tonale, che per 10 mesi ha offerto primissima accoglienza a circa 33.000 migranti di passaggio a Milano. 

Commenta Alberto Sinigallia, presidente di Fondazione Progetto Arca, che gestisce le attività dell’Hub, grazie anche al sostegno di Fondazione AVSI, in collaborazione con il Comune di Milano e le organizzazioni del privato sociale e del mondo del volontariato:

Ma il trasferimento dell’Hub è solo il tassello di un cambiamento più ampio. A Milano non c’è più il ricambio che, nelle due estati precedenti, ha consentito di accogliere migliaia di persone e famiglie in transito verso il nord Europa. I profughi che arrivano in questi ultimi mesi all’Hub, per la maggior parte famiglie con bambini, di nazionalità eritrea, hanno una precisa caratteristica:

Oggi, dunque, chi approda in città è costretto a fermarsi, con il risultato che nei Centri di accoglienza temporanea i posti liberi sono limitatissimi per i nuovi arrivati.
Dichiara Sinigallia:

Questo significa l’allestimento di mini-centri, collocati per lo più in appartamenti e quindi capaci di ospitare nuclei familiari o al massimo 4-5 persone, che permetterebbero di liberare o alleggerire le strutture di prima accoglienza e di avviare percorsi reali d’integrazione (corsi di lingua, formazione professionale, ricerca attiva del lavoro), contando oltre che sui servizi, stabiliti dalle convenzioni, anche sul contributo dei volontari e della rete di rapporti delle comunità.

Forse potrebbe interessarti anche:
Il villaggio dell'accoglienza e della solidarietà

Il villaggio turistico che diventa casa per chi non ce l’ha

Alle porte di Roma, quattordici casette mobili di un camping accolgono persone senza dimora. La nostra collaborazione con “I Poveri al centro” per accompagnarle verso l’autonomia

Punti luce per ritrovare la strada. Dalle stazioni di posta a un nuovo Centro per donne senza dimora

Crescono i servizi ponte tra la strada e l'accoglienza: offrono spazi di tregua, ambienti protetti, luoghi di relazione dove sentirsi visti e ascoltati. Sono l'inizio di un percorso

Il freddo uccide. Progetto Arca in prima linea per le persone senzatetto

L’assalto del gelo mette a rischio la vita di chi vive in strada. Progetto Arca rafforza interventi, accoglienza e presenza sul territorio.