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Sette torri bianche e slavate svettano in mezzo a quella che sembra una terra di nessuno. “Mamma, perché non c’è la luce? Perché non va l’acqua?”. È la voce di Isabella, sette anni. Fino a pochi mesi fa abitava con i genitori, Denis e Jesica, al sesto piano di uno dei palazzoni di via Quarti, all’estrema periferia occidentale di Milano. Area di blitz, sfratti e famiglie che o dormono qui o in un parco.

Poco prima del Natale scorso, uno sgombero aveva lasciato molte di loro al buio, con la casa gelata e i fornelli spenti. Nel quartiere tutti avevano paura di essere i prossimi. Racconta Jesica:


Arrivati dal Perù tre anni fa, per loro via Quarti restava comunque l’unica possibilità. Nonostante Denis abbia un contratto a tempo indeterminato in un’impresa di pulizie, il suo stipendio non basta per un affitto a Milano. E quando cercano fuori città, si scontrano con un altro muro: hanno una figlia piccola e un cognome straniero. Anche se possono pagare, vengono rifiutati.
L’incontro con suor Michela apre uno spiraglio. Suora di strada, Michela ha scelto di vivere accanto alle famiglie di via Quarti e si prende a cuore Isabella: la bambina, in terapia per un disturbo d’ansia, non può continuare a vivere lì. Cerca una soluzione e la trova in Progetto Arca.

Quando raccontano il loro primo giorno a Casa Seneca, il volto di Jesica si distende. Denis non smette di sorridere mentre guarda fuori dalla finestra che affaccia sul giardino del condominio solidale.

Il giardino di Casa Seneca

Per Isabella è tutto nuovo. Ha una scrivania, lo spazio per i peluche e la casa delle bambole, e può invitare i compagni a giocare. “Nell’altra casa nessuno veniva a trovarla”.
Per i suoi sette anni hanno festeggiato in cortile insieme agli amici di scuola e ai nuovi vicini. “Mi ha fatto piacere che una mamma mi abbia fatto i complimenti per dove abitiamo ora”, confida Jesica. “Ѐ un po’ come tornare a vivere alla luce del sole”.




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